venerdì 31 maggio 2013

Non abbiamo il coraggio di lottare. Non ho la forza per spiegarti e so che dopo non sarà più possibile. Entrerò in crisi.

mercoledì 29 maggio 2013

E se quando torni è tutto diverso? Sono curiosa di sapere cosa mi dirai l'ultima volta in cui ci vedremo...ho un sentore: quel giorno non ti accorgerai nemmeno di me. Spero che le volte prima tu mi dica una delle bellissime cose che sei solito dirmi. Il problema sono gli altri, parliamo bene e ci capiamo solo quando siamo da soli.
Qui manca la motivazione. Non voglio smettere di considerarti la mia ragione di vita, non voglio.
Se non trovo qualcosa da fare in quei giorni so già che rischio di distruggermi. Vivo in funzione di questo, non potrei farcela senza...sarebbe come chiedermi di vivere senza ossigeno, impossibile!

lunedì 27 maggio 2013

Sto occupando gran parte del mio tempo a cercare frasi che parlano di viaggi/partenze... Ok, questa attività è molto deleteria e non fa che ricordarmi che manca pochissimo.
Ascoltiamo ciò che mi ha detto Sara: prima come facevi?
Ho veramente paura che mi vada male l'ultima interrogazione dell'anno di inglese. Io combino sempre danni e mi frego con le mie stesse mani. Aaaaaansia alle stelle.
Non vedo l'ora di domani, nonostante tutto. Il conto alla rovescia però non avrei dovuto farlo, così continuo a pensare al fatto che manca davvero pochissimo tempo.

domenica 26 maggio 2013

Vedi quale è il problema? Quella che sarà una soluzione per tutti o un evento lieto per me sarà solo il più grande incubo. Ditemi che non succederà
Tutto in un secondo può cambiare, niente resta com'è.
Ho paura, ho paura, ho paura. Mi serve un tuo abbraccio.

sabato 25 maggio 2013

È stata la più bella sorpresa che mi potessi fare. Sono felice e ho paura di quando non ci saranno più questi momenti. Non può succedere un imprevisto? Ti prego ripensaci, non andare!

venerdì 24 maggio 2013

Mi avevano detto che avrei dovuto cambiare direzione; l'ho fatto e mi ripetono la stessa identica cosa. Non è bello sentirsi sempre, costantemente in difetto. Voi però riuscite a farmi sentire sempre migliore di quello che sono in realtà...

giovedì 23 maggio 2013

Giuro che non poteva dirmi una cosa più bella. Oh mamma, forse almeno su questo ci capiamo! E se ne avrò voglia ti parlerò anche di quanto mi preoccupa questa situazione
Le ricadute sono sempre le peggiori. Non voglio commettere questo errore. Sono state molto strane le sensazioni che ho provato oggi. Non sei implicato, tranquillo!

mercoledì 22 maggio 2013

Perché devo sempre nascondere a me stessa cose evidenti? Ho bisogno di gridare, urlare forte che ho paura ad affrontare ciò che sarà soprattutto perché sarò da sola. Mi hai salvato e ora devo reggermi da sola anche se penso di non esserne in grado. Ieri sera il 'problema' era una settimana, come faremo sei mesi? Manca un mese esatto e io non sono pronta.

lunedì 20 maggio 2013

È successo tutto in un modo così strano e poi il tempo mi è stato avverso. Neanche il tempo di godere della scelta e già una difficoltà da affrontare. Chissà cosa accadrà domani? E poi fra un mese come riuscirò ad affrontare tutto questo? Ho già paura ora.

sabato 18 maggio 2013

Ho solo bisogno di vederti: il resto non conta nulla! Ho voglia di sentire il suono della tua voce

venerdì 17 maggio 2013

È quasi finita e da un lato sono dispiaciuta, in gita si sta bene e non si pensa alla scuola ma dall'altro sono contenta di tornare alla normalità.

giovedì 16 maggio 2013

Chissà se almeno una volta da quando ci conosciamo hai pensato a qualcosa che centrasse con me. Non so, la sera in cui mi hai portato a casa, appena sono scesa dalla macchina e tu sei rimasto solo hai pensato al viaggio? Eri felice almeno un pochino? Io non sono più riuscita a dormire tanto ero felice, ma tu almeno dimmi che eri sereno. Il tuo sorriso inganna, da cosa capisco se sei davvero felice o se è solo la tua solita espressione? 

Quanti sogni e desideri sprecati per te
 
Voglia di tornare a casa e desiderio di chiederti come stai guardandoti negli occhi. Bisogno di vedere il tuo sorriso...

lunedì 13 maggio 2013

Per fortuna questa pessima giornata termina qui. E ora per qualche giorno ho il diritto di sentirmi ufficialmente in vacanza.

domenica 12 maggio 2013

Tu hai questo potere: sconvolgi tutti i miei piani.
Ci vuole molta resistenza e io non sono più abituata alle attese. E' da più di una settimana che non ti vedo e pensare di dover resistere ancora per un tempo così lungo mi sembra quasi impossibile. E invece devo resistere, altrimenti come faccio poi da giugno a dicembre?

sabato 11 maggio 2013

Sono sopravvissuta con mio immenso stupore. Non finiamo mai di stupirci di noi stessi.
È in momenti come questo che uno desidera avere accanto qualcuno da poter abbracciare con forza fino a sentirsi male.

venerdì 10 maggio 2013

Mi sento più libera, è stato difficile e ho paura di come sarà, però almeno sono stata chiara con te ma soprattutto con me stessa. Per fortuna c'è un'interruzione fisiologica.
È come se con questi piccoli gesti volessi ricordarmi che ci sei e volessi anche farmi sentire in colpa perché qualcosa è cambiato. Sei egoista

mercoledì 8 maggio 2013


Questo rappresenta la "nuova me". OMG, credo sia successo qualcosa di grande, sono felice, ma per davvero questa volta!
Sorretto da un'insensata voglia di equilibrio e resto qui sul filo di un rasoio ad asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò 

martedì 7 maggio 2013

È stato diverso e forse anche meno eccitante. È stata una prova per capire come sarà dopo e sinceramente ho paura di questo 'dopo'. Temo che la magia svanisca e che la mia felicità sia strettamente legata a te. Ho paura che tutto torni come prima o forse ancora peggio.

lunedì 6 maggio 2013

"Tutto quello che non sopporto ha un nome.
Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.
Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.
I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.
La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.
Ma non sopporto neanche le generazioni successive.
Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.
Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.
La prosopopea dell’invincibilità eroica dei giovani è patetica.
Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi in autobus.
Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.
Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro teste.
Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono. E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati e l’ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.
Che divina non è. Solo mancanza di impegno.
Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore diffuso sotto l’ascella? Impossibile sopportarli.
Non sopporto i manager. E non c’è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccolo borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il significato della parola.
Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano.
Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono.
Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.
Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili.
Tutto consentito, tranne l’omicidio.
Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente. Insomma, mettono in difficoltà.
Perché boicottano la cattiveria.
Quindi, sono insopportabili.
Ti chiedono: “Come stai?” e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l’interesse disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.
Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e rassicuranti. Fedeli e ruffiani.
Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l’aria buona, i rappresentanti di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni di scuola che dopo trent’anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono mai occasione per ricordarti che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno nulla da fare e decidono di aprire una galleria d’arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la musica brasiliana, gli svampiti che dicono “intrigante”, i modaioli che dicono “figata” e derivati, gli sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti “amore”, certe bellezze che dicono “ti adoro”, i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime, i cantanti rock attempati coi jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali, gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli animali, le cravatte, le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più in su quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti, il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme, gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimentalisti di tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi dilettanti, le statue nelle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell’aspetto, le piscine con troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d’amore, i preti e i chierichetti, le supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, le telline, i panda, l’acne, i percussionisti, le docce con le tende, le voglie, i calli, i soprammobili, i nei, i vegetariani, i vedutisti, i cosmetici, i cantanti lirici, i parigini, i pullover a collo alto, la musica al ristorante, le feste, i meeting, le case col panorama, gli inglesismi, i neologismi, i figli di papà, i figli d’arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri, i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli antifurti, le catenine d’oro giallo, i leader, i gregari, le prostitute, le persone troppo basse o troppo alte, i funerali, i peli, i telefonini, la burocrazia, le installazioni, le automobili di tutte le cilindrate, i portachiavi, i cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la fòrmica, il rame, l’ottone, il bambù, i cuochi in televisione, la folla, le creme abbronzanti, le lobby, gli slang, le macchie, le mantenute, le cornucopie, i balbuzienti, i giovani vecchi e i vecchi giovani, gli snob, i radical chic, la chirurgia estetica, le tangenziali, le piante, i mocassini, i settari, i presentatori televisivi, i nobili, i fili che si attorcigliano, le vallette, i comici, i giocatori di golf, la fantascienza, i veterinari, le modelle, i rifugiati politici, gli ottusi, le spiagge bianchissime, le religioni improvvisate e i loro seguaci, le mattonelle di seconda scelta, i testardi, i critici di professione, le coppie lui giovane lei matura e viceversa, i maturi, tutte le persone col cappello, tutte le persone con gli occhiali da sole, le lampade abbronzanti, gli incendi, i braccialetti, i raccomandati, i militari, i tennisti scapestrati, i faziosi e i tifosi, i profumi da tabaccaio, i matrimoni, le barzellette, la prima comunione, i massoni, la messa, coloro che fischiano, coloro che cantano all’improvviso, i rutti, gli eroinomani, i Lions club, i cocainomani, i Rotary club, il turismo sessuale, il turismo, coloro che detestano il turismo e dicono che loro sono “viaggiatori”, coloro che parlano “per esperienza”, coloro che non hanno esperienza e vogliono parlare lo stesso, chi sa stare al mondo, le maestre elementari, i malati di riunioni, i malati in generale, gli infermieri con gli zoccoli, ma perché devono portare gli zoccoli?
Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati, i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.
Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l’iperattività, la bulimia, la gentilezza, la malinconia, la mestizia, l’intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna, l’arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l’abuso di potere, l’inettitudine, la sportività, la bontà d’animo, la religiosità, l’ostentazione, la curiosità e l’indifferenza, la messa in scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l’eccesso, la genericità, la falsità, la responsabilità, la spensieratezza, l’eccitazione, la saggezza, la determinazione, l’autocompiacimento, l’irresponsabilità, la correttezza, l’aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l’incoscienza, la capziosità, la rapidità, l’oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l’ineluttabilità, l’esibizionismo, l’entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo, l’automobilismo, l’autonomia, la dipendenza, l’eleganza e la felicità.
Non sopporto niente e nessuno.
Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.
Solo una cosa sopporto.
La sfumatura."

//Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione
Ho talmente tante cose da studiare che non so bene come fare a ripassare tutto e poi sono troppo felice per passare il pomeriggio sui libri: alla fine di questo anno scolastico farò uno stage in libreria a Monza...
Awww un sogno che si avvera :)

domenica 5 maggio 2013

Devo assolutamente convincere mia mamma, ma come faccio?

sabato 4 maggio 2013

Mi sento in colpa. Perché non capisci tutto senza che sia io a doverti spiegare?
Ho deciso perché è raro essere sconvolti in questo modo da un sorriso. La prima volta che hai pronunciato il mio nome ho capito che eri una persona speciale. Vorrei che tu fossi qui, ora!
Questa è stata proprio una giornata di merda. Sarà che non vi ho visto...siete la mia vita, che lo vogliate capire o no.

venerdì 3 maggio 2013

Non è andata esattamente come avrei voluto, ma è stato comunque molto bello. Sto capendo alcune cose, forse era destino che dovesse andare in questo modo e sono anche felice. Lui è fantastico, voglio fare qualcosa.

mercoledì 1 maggio 2013

stop.

In un qualche modo mi sento rinata. E' l'ennesima stronzata, ma almeno sono davvero felice.
Ma quali dubbi? Fingiamo di essere confusi solo perchè siamo spaventati. Dire che siamo incerti ci permette di scontrarci un po' meno con la realtà...La verità è che abbiamo tantissima paura di affrontare il cambiamento, per quanto questo possa attrarci. Si vede dai miei occhi che qualcosa è cambiato e forse sono l'unica che non vuole rendersene conto. La rapidità mi ha sconvolto e temo di non essere in grado di gestire tutto questo.